giovedì, febbraio 28, 2008



ah ah ah, micha ti finisco subito sii paziente

giovedì, febbraio 21, 2008

prima versione


deh

venerdì, dicembre 29, 2006

.-.





ah ah ah

martedì, dicembre 05, 2006

0 r 0

Si erse dalle onde come una venere,


i lunghi capelli rubino le scendevano soavemente fino ai lisci fianchi, gli occhi di acqua mi guardarono e mi persi in un profondità oceanica. Il suo corpo nudo era stagliato sull'orizzonte marino, i raggi luminosi passavano sopra le sue fini spalle e mi inondavano di meraviglia. I seni erano perfetti quanto le sue lunghe ed affusolate gambe, si ergeva come una nuda regina del mondo di fronte a me...
Le sue lussuriose labbra si aprirono a proferir parole...
Una melodia così dolce di cui mai ebbi udito qualcosa di simile nella mia ormai misera esistenza pervase le mie orecchie...
Lentamente scandì le parole mentre io osservavo i perfetti lineamenti di quel angelo mostratomi dalle acque...
"Esaudirò ogni tua fantasia piccolo uomo"
Rimasi lì, paralizzato, dalla sua bellezza e cercai di riflettere,
abbagliato da tanta maestà arrivai lentamente a capire il significato; allora mi feci coraggio, un coraggio enorme e quindi dissi con voce rauca ed impaurita...





<< DEH >>









29/9/03

mercoledì, novembre 22, 2006

/ | \

Vivo! Era di un bel colore rosso vivo mentre fuoriusciva gioiosamente alla luce del sole; lui invece era bianco pallido...
Era andata male, piuttosto male...
Fuori ogni cosa si avvolse di una densa nebbia scura, e un senso di apatica tranquillità lo travolse inesorabilmente...
Capì che doveva pensare alla svelta, anche se il tempo può essere considerato relativo a lui mancava sicuramente un punto di riferimento; un punto di riferimento che probabilmente non avrebbe tardato ad arrivare...
Fanculo i filmini spastici da fine vacanze, andò subito a riprendere dagli archivi i precedenti pensieri riguardanti la particolare situazione in cui era ora precipitato.
Ripensò a tutte le volte che aveva rischiato la stessa cosa, ma fin qui se l'era cavata tutte le volte.
Sapeva che il tempo non sarebbe bastato e la nebbia si faceva sempre più densa mentre la temperatura scendeva vertiginosamente...
Lo doveva ammettere... Si era distratto in quel ultimo tratto, non aveva prestato sufficiente attenzione; cazzo può succedere a tutti prima o poi ed ora avrebbe dovuto pagarne le conseguenze.
Cosa sarebbe successo?
Dannazione o pace eterna?
Magari entrambi pensò forzando uno stanco sorriso mentre il volto veniva tinto da ormai deboli schizzi...
Il respiro era affannoso e il suo palmo era stanco di far pressione inutilmente...
Al diavolo quella cazzo di curva...
Ormai il tempo per decidere era definitivamene esaurito; la situazione era precipitata... per la precisione è sempre stata in discesa dal momento dell'impatto, ma si sa come vanno queste cose... all'inizio si spera sempre il meglio, ma è sempre più conveniente non illudersi, almeno in situazioni meno gravi.
Ora faceva decisamente una temperatura polare, i rossi schizzi erano terminati ed il colore, in fin dei conti, non era più così vivo... la densa scura nebbia avvolgeva ogni cosa... Il momento era dunque giunto.
I primi segni a manifestarsi non erano poi così biblici per la verità. Mentre dei forti suoni assordanti si avvicinavano da ogni dove delle forti luci colorate squarciavano la spessa coltre di nebbia... Eh si... era finita.
La situazione necessitava di un bel colpo di reni...


"Pedone del cazzo!" urlò dal finestrino mentre ingranava in fuga la terza...

domenica, novembre 19, 2006

hit the light

Le sparo in faccia con fiducia, bisogna sempre avere fiducia altrimenti va tutto a puttane, gli occhi si spengono istantaneamente ed anche la mia sigaretta si spegne ricoperta di sangue... sono uno psicopatico lo so, ma cazzo chi non lo è... da piccolo non facevo altro che vedere film violenti, leggere fumetti violenti, guardare mio padre stuprare mia sorella; insomma le solite cose crucche. Continuavo a ripetermi che nulla mi avrebbe influenzato, niente poteva cambiarmi... è vero se tralasciamo la tipa spappolata contro il muro... let your mother pray... così all'età adatta avevo preso un bel porto d'armi, e dopo qualche anno al poligono passato a desensibilizzarmi (non che ce ne fosse bisogno chiariamoci ma per sicurezza) mi compro una simpatica 9 mm... Ecco cosa penso, anzi, ecco con cosa penso. E lei che mi esprime, io sono solo la bocca lei è la voce, ed ecco cos'ho da dire... mi riaccendo una fottuta sigaretta, sta roba fa male alla salute... ma lei la pensa diversamente... ci dovrebbe essere qualcun'altro qualcuno che odio senza motivo... io non odio nessuno, quindi devo cominciare... non che faccia differenza una volta che alzo la voce con qualcuno... war... bhe immagino che ora sia fottuto, è tempo di discutere... sentiamoci qualche volta... odio chi non si esprime chiaramente, forse anch'io avevo questo difetto, ma con tempo e fatica ho rimediato... ora riesco ad esprimermi perfettamente, difficile che qualcuno non capisca... Secondo caricatore... Try her philosophy... Che noia... meglio chiamare il socio, voglio farmi rendere quei soldi... You die for her philosophy...

Ah non mi sono presentato; potete chiamarmi Ispettore…









giovedì, maggio 25, 2006

(0 0)


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Sono le 4 e lo zippo non funziona (---daftendirekt---)

c'era una volta un castoro, bhe non era proprio un castoro classico, lui fumava e si sa che abitualmente i castori non fumano... Molti comunque lo considererebbero comunque un castoro, era nato nella valle dei castori e come ogni buon castoro non era mai uscito da essa. Ogni giorno si svegliava e si recava a lavoro, tutto procedeva per il meglio. La luce entrava nella stanza, quindi si alzava, quindi si vestiva, quindi faceva colazione, quindi si lavava ed infine usciva. Ogni giorno si susseguiva e, di tanto in tanto, faceva una colazione un pò più soft, il che si sa, è insolito per i castori...
Dopo il lavoro in diga tornava a casa prima che il sole calasse fumandosi il solito unico solitario sigaro di giornata. Tornato a casa, si sedeva e salutava la sua castora, degustava la cena, fuori non c'era la luce... Ogni movimento è sempre lo stesso, ma il castoro non ci pensa o se lo è già dimenticato, tutto si ripete ma comunque lui si alza e tutto va bene, la diga va bene e forse diverrà più castoro del solito un giorno. Un giorno si dimenticò di alzarsi e di addormentarsi... rimase solo il rumore dell'acqua e il profumo del suo sigaro, "dov'è?" chiese all'alto...

giovedì, maggio 11, 2006

I'm the Man

Eddie Vedder aspetta,
era ora dopo 5 anni

SBLOG!

giovedì, marzo 30, 2006

Paradosso di terza tesi

Parcheggiò la macchina in doppia fila sulla strada bagnata, mise le doppie freccie e si accese la sua sigaretta Next. In giro non c'era nessuno come al solito ed il tempo era merda; prese la sacca lasciata dietro e ne estrasse una vecchia lampada placcata d'oro. Dopo averla strofinata con la camicia uscì da essa una densa nuvola azzurra che pian piano si trasformò in una grassa e grossa sagoma umana. Una voce da rifugiato Siriano irruppe nel piccolo abitacolo della macchina sfasciata: "Hai il potere di formulare uno ed un solo desiderio: nella frase che presto esprimerai non possono essere contenute congiunzioni, avverbi, aggettivi, numeri o parole al plurale; non puoi nemmeno superare le 4 parole; ora sapendolo esprimiti dunque..."
Il ragazzo che, ora mai non si stupiva nemmeno di un piccione capace di parlare correttamente siciliano e giapponese antico, aveva pensato da tempo alla sua frase, alla frase migliore che potesse esprimere in quel momento, considerato da molti desiderabile o almeno di una certa importanza.





"Voglio che nulla esista!"







"E sia..."


Il ragazzo chiuse gli occhi guardando il cartello di sosta vietata, che svettava a pochi metri di fronte, e si concentrò su ogni momento più o meno interessante della sua vita, cercò di concentrare in un singolo attimo ogni informazione proveniente dai suoi ricordi, dalle sue esperienze, sforzò la velocità del proprio pensiero al limite, non sapendo bene cosa potesse accadere...



Aprì gli occhi e vide...


Il cartello di sosta vietata era un po' arruginito ed un gatto randagio stava attraversando la strada poco più in là con aria indifferente, la macchina segnava sempre i suoi 29000 km e la radio era sempre spenta. Della vecchia lampada non c'era traccia, ma la sacca con i propri libri di studio era ancora al suo posto sul sedile posteriore.


Gli occhi del ragazzo cambiarono.


"Almeno ora ho una certezza..."



mercoledì, marzo 29, 2006

. , .

So di non sapere...

Ma, per lo più, sono sicuro di possedere un AK-47

sabato, marzo 11, 2006

Pseudoscienza

Alla fine dell'ultimo post abbiamo parlato di come i giganti sauropodi non potessero logicamente essere endotermi, aggiungendo però la possibilità di godere dei vantaggi dell'endotermia grazie alla propria spropositata mole, una sorta di "omeotermia inerziale".
Esistono inoltre altri esempi che mettono in discussione l'una o l'altra forma di termoregolazione. Il deinonychus; questo piccolo predatore bipede pare avesse una impalcatura ossea particolarmente potente atta ad un tipo di caccia estremamente attivo. E' quindi possibile che per un temporale o un piccolo sbalzo di temperatura un cacciatore del genere diviene inattivo?
E' chiaro che vista la piccola mole di tale bestia non si può parlare di "omeotermia inerziale", ma è corretto parlare allora di endotermia?
Su questo esempio prima di procedere aspetterò commenti da parte del fido biologo, in quanto vi sono pareri contrastanti su molti aspetti.


Vi sono altri particolari da non tralasciare in questa pseudoindagine, come il ritrovamento di alcuni pterosauri (rettili alati) ricoperti di una fitta peluria, per non tralasciare l'ottima ipotesi (che personalmente io e il medico condividiamo) che la comparsa di piume nei saurischi non sia dovuta alla funzione del volo, ma bensì ad una funzione di termoregolazione e da qui si può dedurre che i saurischi o almeno una parte di essi non erano omeotermi.
C'è da prendere in considerazione anche altri fatti; abbiamo già detto di come l'endotermia provoca un notevole sviluppo del sistema nervoso. Sappiamo che un grande cervello è particolarmente sensibile agli sbalzi di temperatura e sappiamo che la massa cerebrale dei dinosauri era incredibilmente piccola in proporzione alle dimensioni delle bestie in questione (anche se risulta l'esistenza di più cervelli dislocati in varie parti del corpo in alcuni dinosauri; probabilmente per aumentare la coordinazione dei movimenti in corpi giganteschi). Quest'ultimo argomento risulta quindi a sfavore dell'endotermia...

Continua deh

giovedì, marzo 09, 2006

argomenti da 2 del mattino

Ci ritroviamo io e il bertu con la solita sfilza di sigarette a parlare accanto ad una macchina, inizialmente l'argomento è il solito, come risolvere la società partendo da una nuclearizzazione completa del pianeta, poi si verte sul bertu e sulla sua meravigliosa disciplina, la biologia... subito si arriva dunque all'endotermia e tra una sigaretta e l'altra cerchiamo di risolvere questo spinoso problema, che sotto mia umile personalissima opinione è totalmente aperto, torniamo a dormire senza aver risolto essenzialmente la questione, quindi adopererò questo spazio bloggettaro nerd per analizzare insieme al fido biologo che leggerà codeste righe l'argomento nottetempo trattato.

Endotermia, Eterotermia, Termoregolazione

Per comodità direi di partire da lontano, ma non dall'inizio il che risulterebbe estremamente faticoso, partiamo dalla fine del Carbonifero. Dai primi rettili si distinguono subito alcuni rami evolutivi: tralasciando quelle linee più primitive subito estinte (i famosi terzo-occhio di cui abbiamo parlato) v'erano gli anapsidi (testuggini, tartarughe), sinapsidi ed euriapsidi (plesiosauri, ittiodonti ecc.), diapsidi che portano ai lepidosauri progenitori di serpenti e lucertole; ed infine gli arcosauri (da cui arrivano dinosauri, tecodonti, coccodrilli, pterosauri e presumibilmente uccelli). Riguardo noi sempre alla fine del Carbonifero compaiono i Pelicosauri essenzialmente insettivori da cui si presume arrivino i mammiferi, (il Dimetrodon, lo stronzone di 2 metri e mezzo con la grande cresta vascolarizzata sul dorso probabilmente per regolarizzare la temperatura corporea è con molta possibilità uno dei primi passi dei nostri antenati per giungere all'omeotermia).


Poi 250 milioni di anni fa i Pelicosauri si estinguono e lasciano posto ai Terapsidi, detti anche rettili-mammiferi (per denti cranio e arti simili a quelli dei nostri mammiferi predatori quadrupedi)
E' già qui si può ipotizzare la comparsa del primo vertebrato endoterme in quanto riuscivano a vivere (se le informazioni che abbiamo sono accurate, e non abbiamo motivo di dubitarne) in climi particolarmente rigidi, il che risulta impossibile per un essere eteroterme.
Abbiamo i primi grandi erbivori: i dicinodonti, ed i primi voraci carnivori dall'aspetto di un cane: i terapsidi cinodonti. Alla fine del Permiano abbiamo quindi davanti un ecosistema molto simile a quello delle odierne savane (tralasciando i simpatici stronzi con AK che sparano ai rinoceronti).
Contemporaneamente gli arcosauri si evolvono e tralasciando i coccodrilli che essenzialmente sono uguali a quelli odierni, si evolvono i tecodonti, i primi rettili che non strisciano sulla terra grazie al bacino che consente una posizione eretta degli arti, dai tecodonti arrivano inevitabilmente i saurischi (erbivori e carnivori) e gli ornitischi (quasi prevalentemente erbivori) mentre abbiamo una buona certezza riguardo i tecodonti alla radice della linea dei saurischi; riguardo gli ornitischi non conosciamo esattamente la derivazione (un ipotesi porta agli stessi saurischi l'origine, ma qui non ci interessa).

La comparsa dei saurischi porta all'estinzione dei rettili-mammiferi, e qui sorge il primo grande dilemma, se dinosauri e mammiferi esistevano contemporaneamente come si spiega la prevalenza dei primi rispetto ai secondi.
In questo ci può aiutare analizzare i vantaggi derivanti dai due tipi di termoregolazione. Gli animali eterotermi ricavano il calore necessario alle funzioni vitali direttamente dalle radiazioni solari, il che li rende particolarmente deboli in circostanze di rigidità del clima, in oltre hanno poco bisogno di cibo, il che li porta ad essere avvantaggiati in climi aridi.
Gli animali endotermi traggono energia "bruciando" cibo, il che li porta ad essere perennemente affamati, ma appunto per questo alto metabolismo estremamente attivo viene fuori una evoluzione notevole del sistema nervoso (ecco spiegata come diavolo ha fatto ad arrivare alla relatività) ed una possibilità illimitata di nicchie ecologiche a prescindere dal clima.
In definitiva i mammiferi avevano tutte le carte in regola per dominare il pianeta come è comunque successo posteriormente (ecco gli stronzi con l'AK), allora perchè hanno perso la gara evolutiva?

Logicamente si presume che i cazzo di dinosauri avevano un metabolismo che li avvantaggiava, ma si può parlare di endotermia per le suddette bestie?
L'ipotesi che trovo personalmente più logica lascia intendere che, se i dinosauri presentavano una così strabiliante diversità di forme e soluzioni anatomiche perchè non avrebbero potuto avere anche diversi metabolismi?

Prendiamo per esempio gli enormi saurischi sauropodi erbivori familiari a tutti, prendiamo il simpatico elefante (prendiamolo vivo), un simpatico elefante africano consuma 250kg di foraggio al giorno impegandoci circa 15 ore, risulta quindi ovvio che un apatosauro che pesa 4\5 volte di più non può essere endoterme in quanto non potrebbe procurarsi tutto il cibo di cui ha bisogno il suo ipotetico metabolismo (aggiungendo in particolare che l'apatosauro disponeva di una dentatura così primitiva da essere completamente inadeguata in un alimentazione del genere).
Da qui si può dedurre che fossero senz'altro eterotermi, ma esiste un'altra ipotesi che prende in esempio proprio la grande mole e li considera ectotermi, ma comunque avvantaggiati dall'endotermia dovuta alla mole.

Proseguiremo tra qualche giorno proseguendo con esempi a favore e sfavore dell'endotermia per alcune specie di dinosauri conosciuti e con teorie riguardanti circolazione e respirazione in favore ad una possibile endotermia delle bestie in questione

a bientot deh

vita condotta


Sono nato negli anni 80, ricordo ancora chiaramente che all'età di 4 anni cominciai a guardare indipendentemente la tv, era il periodo in cui accendevi lo schermo e c'era madonna vestita interamente di pelle che si masturbava con un crocifisso o il cantante dei cure che voleva tagliarsi le vene, ma gli rimaneva la lametta impigliata nei capelli... insomma la fine degli anni 80. Un ricordo mi rimane molto forte, ero sempre il solito bimbo che non arrivava all'altezza di una sedia, una notte i miei erano già a dormire ed evidentemente il sonno già allora non era alleato. Andai ad accendere il magico schermo e mi sintonizzai su uno di quei canali tipo telenorba, e la vidi. Il mio primo amore. Una bellissima ragazza bionda nuda che dorme in un letto, i capelli lunghissimi che le coprono il volto... insomma già a 4 anni ero estasiato dalla solita merda che ci si può aspettare dalla tv, il ke è apparentemente normale, se non fosse che, ad un tratto, la porta della stanza viene buttata giù ed entra uno sgherro con una fascia rossa in testa alla rambo, lei si sveglia e si alza e lo guarda incredula, lui alza la canna della sua 6colpi 44magnum a canna lunga e trafigge la fata esattamente al centro dello sterno; la quale ricollassa sul letto e comincia a schizzare sangue sulle pareti... poi spensi. Non rimasi turbato o stronzate simili, semplicemente quando guardavo una ragazza carina con i capelli lunghi me la immaginavo morta e questo accresceva la sua bellezza e la mia eccitazione secondo ciò ke il mio povero giovane indifeso cervello aveva percepito dalla grande madre.

gloria e onore alla grande madre.

martedì, febbraio 21, 2006

Ecco cosa succede

coniglio...








buono al forno

martedì, febbraio 14, 2006

vai JIGGLYPUFF scelgo te!












Fin quando anche pisciare diviene una conquista ritengo difficile postare qualcosa.
Al momento mi sto innerdendo ad altissimi livelli, ma rimango un nerd senza pregiudizi.
Mi rimetterò in piedi tra un po' auguri, e buon compleanno.

martedì, febbraio 07, 2006

oggi come oggi

In un villaggio sperduto in una savana africana un bambino ed una bambina scheletrici camminano con un vaso sulla testa per raggiungere un pozzo d'acqua

Jimmy: Ma perchè sempre noi dobbiamo fare il lavoro degli adulti? Lo sai?
Jenny: Perchè siamo più responsabili no?

-risate registrate-

Jimmy: Dai sbrighiamoci altrimenti siamo cibo per ghepardi
Jenny: Mangerebbero ben poco

-risate registrate-

Mentre la bambina si affaccia al pozzo perde l'equilibrio e ci cade dentro urlando

Jimmy: Potevi usare il secchio no?

-risate-

Intanto nella capanna, un uomo entra fischiettando dalla porta e butta i suoi stracci sulle corna di una carcassa
Bobby McFerrin - "Don't worry, be happy"

Mark: Sono tornato tesoro

-risate-

Non c'è risposta quindi Mark si sposta nell'altra stanza, ad un certo punto scorge in un letto una donna completamente ricoperta di sangue

Mark: Ebola! Che carino, potevi anche dirmelo prima tesoro, sai che detesto le sorprese.

-risate-

Entra Jimmy con un vaso sulla testa

Jimmy: Ciao Babbo
Mark: Ciao campione, com'è andata giù al pozzo?
Jimmy: Benone, Jenny è caduta nel pozzo
Mark: Dannazione dovremo fare un altra figlia,(guarda con passione la moglie morta)
Mark: Mi complimento con te Jimmy sei quello che è durato di più fin ora, sei un campione.
Jimmy: Sono figlio tuo
Mark: Può darsi

-risate-

Sfuma
Louis Armstrong - "What a wonderful world"



Fine Episodio




sabato, febbraio 04, 2006

solita notte

mi ero ripromesso di non scrivere post a raffica, ma non ho sonno, il mio istinto nerd è risalito dalle viscere del mio culo e mi ha portato a "creare" come dice lui..
Stasera esco con la lella 2 birre qualche stronzata cinica poi raggiungo i miei compagni di vita, li ritrovo a indementirsi con un simpatico gioco fantasy di carte, di cui ancora non ho capito un cazzo (in quanto buon nerd giocavo a Magic negli anni più bui della mia vita e quindi disprezzo qualunque altro gioco di carte dove non si vincono soldi e quindi felicità), cmq accendiamo la mitica inestimabile amica amore appassionante unica TV
Subito troviamo ciò che più è rappresentativo e fottutamente interessante, IL BIVIO
nella puntata del giorno un pelato che pretende di sembrare intelligente, ma si vede che lo fa solo per mettere in mostra il suo pizzetto da frocio, presenta la tragica storia di Mario\Mara un uomo sposato che scappa di casa perchè si stacca un quadro dal salotto apparentemente senza ragione, quindi diviene donna e cerca un futuro come travello, tra le altre cose è abbastanza scocciato dal fatto che sulla cartà d'identità risulta ancora come Mario, l'amico giurisprudente mi fa notare che ciò delinea ancora la presenza del fallo quindi, aggiunge che questo lo fa vergognare molto (ci si chiede perchè allora migliaia di persone lo stiano guardando in televisione insieme al pelato beota col pizzetto), purtroppo scopre da donna che le piacciono le donne il ke fa di lui un travello lesbico, o un uomo normalissimo che si veste in modo stravagante, torna da sua moglie nelle vesti di Mara e la riconquista, il bivio è: cosa sarebbe successo se il quadro non si fosse staccato dal salotto? Poi non ho seguito... La serata procede un parente del cecc si sente poco bene e decidiamo di andare al pronto soccorso per avere un po' di notizie, entriamo nel solito pronto soccorso che ormai conosciamo alla perfezione e restiamo lì...
Dopo andiamo al solito pub di merda di fronte a casa nostra il Sax Bar un posto feccia per teppaglia, per questo ci piace. Ci prendiamo un caffè e usciamo per la solita sigaretta del cazzo, aprendo la porta per uscire un ragazzo moro ci cade addosso, ci rendiamo conto che è spinto da 2 individui che stanno cercando di ammazzarlo (uno si chiama Walter pare, ed è famoso nel pub perchè continua a ripetere che lui i marocchini gli sgozza) io e il cecche ci spostiamo verso la macchina, ma si resta a vedere se la cosa finisce nella violenza e nel sangue (la morbosità non ha mai limite), i presupposti ci sono. uno di loro si vanta di essere uno sfasciacarrozze da 20 anni e l'altro continua a ripetere al moro :"te devi pensare come noi, devi comportarti come noi, devi essere uno di noi, altrimenti fuori dal cazzo marocchino di merda" subito faccio notare al cecche che il livello di alcolismo presente nella allegra trinità è troppo alto perchè accada qualcosa, ma il cecche aspetta e spera, il ragazzo evidentemente non capendo troppo bene (e io lo capisco in quanto pestato più volte durante sbronze) cerca una bottiglia da spaccare in testa ad uno dei 2, chiaramente non ne trova e i 2 si incazzano un po' "Arabo di merda tornatene in Arrabbia cazzo" la vicenda continua, ma poi uno dei 2 (non lo sfaciacarrozze ma l'altro che sembrava avere almeno la quinta elementare, il che lo rende d'elite), torna dentro per finire di costruirsi un fegato nuovo, al che tutti si tranquillizzano e lo sfasciacarrozze offre una sigaretta al moro e imposta un discorso dove precisa che nn ha intenzioni violente, ma che vuole far capire al ragazzo che lui è solo un marocchino di merda e deve almeno ammetterlo, il ragazzo sta al gioco che ha bisogno di una sigaretta.
Noi ci leviamo dal cazzo andiamo al ponte ci fumiamo una sigaretta e ognuno a casa, ricordo di essermi dimenticato le sigarette nella macchina e torno a prenderle, chiaramente il pub ha chiuso e mi ritrovo i proprietari che stanno spintonando il ragazzo contro un garage dicendogli che se vuole insultarli deve farlo in italiano e no nella sua lingua di merda, il ragazzo risponde che non sa troppo bene l'italiano per tradurre quello che pensa, purtroppo per lui il discorso è troppo complesso per essere capito dal signor sfasciacarrozze... me ne torno a casa e mi chiedo quando toccherà a me ritrovarmi nella merda...

venerdì, febbraio 03, 2006

non ho mangiato

rieccomi a "creare" post come sostiene lui; è da giorni che non faccio altro che andare a vedere blog di gente che non conosco, penso quindi di essere seriamente malato, questa cosa morbosa dovrebbe finire con qualcosa di diverso dalla masturbazione sulla A-1,
intanto mentre io resto a casa completamente isolato in oceani nerd il cecche va in giro con il giò e nel solito locale tossico underground 2 froci lo fermano e gli chiedono "the sky is gay?"; ora, dovete sapere che il cecche parla l'inglese con la stessa abilità con cui io saprei denudare una donna, quindi non c'è che apprezzarlo massimamente quando lui risponde "the sky is FROCIO DI MERDA!". i due lo guardano male ma c'è il giò pronto. Poco dopo il cecche mi racconta tramite MsN e mentre mi lamento per mancanza di sigarette e per afonia mi chiede di parlare di froci, secondo il signore i froci incrementano xkè anche le fihe in TV incrementano, il nesso logico è lontano ma apprezzabile, ma io ke ne so, a me piace solo la pubblicità il resto è merda... intanto il cecche definisce con saggezza la sua idea in una sola riga che riporto fedelmente: ma porcaputtanamailatroiasozzaimpestata no0n c è una minghia di giorno in cui non vedo almeno 3 froci agiro sono ovunque , si nascondono in mezzo a noi, si annidano , e vogliono dominare il mondo,è dunque compito di noi eterosessuali stanarli dalle loro case , dalle loro vesti rispettabili e sbatterli nelle buie ed umide profondità dei nostri pozzi, sperando che non ne infettino con la loro perver
CECCO scrive:
sione le limpide e pure acque dalle quali ogni buon eterosessuale dovrebbe rifocillarsi e bere con gaudio mentre col bastone picchia i gay
CECCO scrive:
in catene
CECCO scrive:
privati del pene


per rispetto morale e per non sembrare comunque qualcuno troppo concentrato nel tirar merda addosso ad una povera minoranza vuole aggiungere:
che la stessa sorte meritano : negri zingari ebrei andicappati,persone con problemi alla psiche . disadattati mussulmani arabi buddah, maometto, meticci, cinesi giapi, coreani,indocinesi,sudamericani,eschimesi,foche,donne sessualmente da me non appetibili,trans, ermafroditi amlati terminali, poveri

aggiungo e m'illumino, ma resta sempre il bisogno di sigarette... rispetto a ciò se ne riparlerà
intanto cerco di immaginarmi una possibile conversazione di stampo socio-politico con una puttana di Gavinana, e capisco quanto sia ancora lontano dalla illuminazione

riguardo

In tutto ciò che noi possiamo osservare noto che la differenza tra un effetto banale ed uno complesso consiste solo in quanti passaggi logici possono essere compiuti da un ipotetico osservatore esterno fino a risalire ad una possibile causa.
Meno passaggi sono presenti più il determinato effetto appare superficiale, ed il contrario.
E' limite cognitivo dell'uomo non poter mai apprendere con certezza la causa e quindi questo si definisce in un mero lavoro di intuizione. In seguito è possibile, senza troppo inganno, ipotizzare più cause di un preciso effetto e tra queste è la causa prima la più importante e allo stesso tempo la più imponderabile; v'è da chiedersi quindi se esistono azioni banali, se la banalità è veramente un passaggio semplice e adattato alle solite regole ancestrali (istinto, attrazione ecc.) o invece è una mancanza di approfondimento od un errore interpretativo da parte dell'osservatore reale in questione.
Al fine tutto il mondo è paese.


martedì, gennaio 31, 2006

pi�int.-

domani ho turno in ambulanza diamine



Il gruppetto stava scendendo le lunghe scale che conducevano all’uscita; la cena era stata più che soddisfacente. Certo, il primo non era all’altezza delle aspettative, ma per quel prezzo irrisorio chiunque sarebbe stato disposto a chiudere un occhio. Alberto diede ancora uno sguardo a Giovanna, era veramente splendida ed anche bardata dal freddo si riusciva comunque ad intuire il magnifico corpo che la sciarpa e le cianfrusaglie varie non riuscivano a celare.
Alberto, volutamente, arretrò rispetto al gruppo di amici e con suo enorme piacere anche lei fece lo stesso. Lontani dal resto del gruppo cominciarono subito a discutere di cose più confidenziali. Anche lui le piaceva, ma intendeva metterlo alla prova, voleva capire fin dove era disposto ad arrivare in una possibile relazione. Era divertente e simpatico ed anche l’aspetto non poteva dispiacere. Piano piano si isolarono completamente dal resto del gruppo a lui venne in mente di portarla in un locale poco lontano, molto carino e molto intimo, forse la musica era troppo invadente, ma nel suo piano non era previsto l’uso di troppe parole. Propose e lei accettò senza nemmeno pensarci. La situazione prometteva bene.
Le circondò i fianchi con il braccio e lei si strinse a lui; faceva freddo, ma non troppo.
Il dialogo era banale, ma spigliato; c’era sintonia, lo sapevano entrambi e nel primo istante di silenzio i loro volti non erano più lontani di pochi centimetri, non si capiva come fosse stato possibile, ma si stavano già baciando prima di poterselo chiedere. Entrambi si sentivano felici e fortunati, si erano conosciuti solo poco prima ed era già come se si fossero amati da sempre, solo che nessuno dei due se ne era mai reso conto.
Un rumore sordo e consumato infranse quel attimo infinito; lui aprì gli occhi e vide solamente luce.
Lo zippo argentato scattò due volte prima di produrre una piccola fiamma, nessuno ricordava l’ultima volta che della benzina era stata introdotta al suo interno. Entrambi si accesero una sigaretta, non parlavano, fumavano semplicemente con gesti automatici, era l’unica occupazione del momento, l’unico pensiero; il fine era di finire la sigaretta, nient’altro. Il terzo ragazzo uscì dai container e si rivolse agli altri “Siamo in gioco ed il gioco è rosso”. La notizia non infranse nemmeno per un attimo la noia dell’esistenza e mentre salivano sull’ambulanza decisero che non era il caso di sprecare due ottime sigarette. Il ragazzo appena tornato al freddo invernale fece il giro del mezzo e si sistemò davanti, come sempre. Il guidatore strinse ben bene la sigaretta tra i denti mentre si infilava con cura i guanti di lattice sulle mani martoriate; il suo collega, invece, era già dietro a controllare l’attrezzatura. L’ambulanza fece manovra ed uscì nel viale immettendosi nel traffico delle ventidue, cioè nessun traffico. Per quanto l’atmosfera e le azioni all’interno della ambulanza fossero lente e flemmatiche il veicolo era già oltre i centoventi chilometri orari.
Il paesaggio era devastato da un inverno troppo rigido anche per l’asfalto ed il cielo coperto di nuvole era completamente immobile. Funkytown usciva dai potenti altoparlanti confondendosi con la sirena e scontrandosi violentemente con il triste contesto circostante. L’equipaggio era in rigoroso silenzio ed ormai mezza sigaretta era già passata all’atmosfera. Il ragazzo con il cappello seduto accanto all'autista aveva appena finito di compilare gli ormai familiari moduli quando arrivarono sul campo. Il primo a scendere fu il medico dietro e la sua prima azione fu quella di buttare il filtro bruciacchiato sull'asfalto bagnato che ricordava che la pioggia aveva solo preso qualche ora di tregua; faceva freddo, ma non troppo.
Un gruppetto di ragazzi si trovava nell'angolo della strada. Dalla loro espressione sembravano tutti intontiti, ma il sembrare divenne certezza quando una ragazza si girò verso il muro ed iniziò a vomitare con violenza. Sul suolo umido c'erano due corpi inermi, uno urlava a squarciagola. I tre si avvicinarono; l'autista ed il ragazzo col cappello andarono dalla ragazza che aveva conservato la facoltà di urlare, il medico avvicinò il volto sul torace dell'altro mentre con mani esperte stava già controllando il battito. Il ragazzo col cappello non potè fare a meno di notare che la ragazza era una gran bella ragazza se le sue ossa fossero ancora contenute nel suo corpo e non lasciate in balia del gelido vento. "Quando urlano mi sembrano tutte uguali" esordì l'autista, il ragazzo fece cenno con la testa non troppo convinto, la stava già sistemando per caricarla. "A questo qui non serve un ambulanza" disse il medico senza smettere di pensare al pacchetto vuoto delle sue sigarette.