Paradosso di terza tesi
Parcheggiò la macchina in doppia fila sulla strada bagnata, mise le doppie freccie e si accese la sua sigaretta Next. In giro non c'era nessuno come al solito ed il tempo era merda; prese la sacca lasciata dietro e ne estrasse una vecchia lampada placcata d'oro. Dopo averla strofinata con la camicia uscì da essa una densa nuvola azzurra che pian piano si trasformò in una grassa e grossa sagoma umana. Una voce da rifugiato Siriano irruppe nel piccolo abitacolo della macchina sfasciata: "Hai il potere di formulare uno ed un solo desiderio: nella frase che presto esprimerai non possono essere contenute congiunzioni, avverbi, aggettivi, numeri o parole al plurale; non puoi nemmeno superare le 4 parole; ora sapendolo esprimiti dunque..."
Il ragazzo che, ora mai non si stupiva nemmeno di un piccione capace di parlare correttamente siciliano e giapponese antico, aveva pensato da tempo alla sua frase, alla frase migliore che potesse esprimere in quel momento, considerato da molti desiderabile o almeno di una certa importanza.
"Voglio che nulla esista!"
"E sia..."
Il ragazzo chiuse gli occhi guardando il cartello di sosta vietata, che svettava a pochi metri di fronte, e si concentrò su ogni momento più o meno interessante della sua vita, cercò di concentrare in un singolo attimo ogni informazione proveniente dai suoi ricordi, dalle sue esperienze, sforzò la velocità del proprio pensiero al limite, non sapendo bene cosa potesse accadere...
Aprì gli occhi e vide...
Il cartello di sosta vietata era un po' arruginito ed un gatto randagio stava attraversando la strada poco più in là con aria indifferente, la macchina segnava sempre i suoi 29000 km e la radio era sempre spenta. Della vecchia lampada non c'era traccia, ma la sacca con i propri libri di studio era ancora al suo posto sul sedile posteriore.
Gli occhi del ragazzo cambiarono.
"Almeno ora ho una certezza..."
Il ragazzo che, ora mai non si stupiva nemmeno di un piccione capace di parlare correttamente siciliano e giapponese antico, aveva pensato da tempo alla sua frase, alla frase migliore che potesse esprimere in quel momento, considerato da molti desiderabile o almeno di una certa importanza.
"Voglio che nulla esista!"
"E sia..."
Il ragazzo chiuse gli occhi guardando il cartello di sosta vietata, che svettava a pochi metri di fronte, e si concentrò su ogni momento più o meno interessante della sua vita, cercò di concentrare in un singolo attimo ogni informazione proveniente dai suoi ricordi, dalle sue esperienze, sforzò la velocità del proprio pensiero al limite, non sapendo bene cosa potesse accadere...
Aprì gli occhi e vide...
Il cartello di sosta vietata era un po' arruginito ed un gatto randagio stava attraversando la strada poco più in là con aria indifferente, la macchina segnava sempre i suoi 29000 km e la radio era sempre spenta. Della vecchia lampada non c'era traccia, ma la sacca con i propri libri di studio era ancora al suo posto sul sedile posteriore.
Gli occhi del ragazzo cambiarono.
"Almeno ora ho una certezza..."

1 Comments:
bella
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